Fondazione Filatoio Rosso

Relazione sull'attività svolta

L'edificio storico sito nel Comune di Caraglio, oggi denominato "Filatoio Rosso", è il più insigne monumento storico culturale di Archeologia Industriale in Piemonte, unico ad essere qualificato tale dal Consiglio d'Europa nel 1993.

Opera dell'Architetto Ducale Amedeo di Castellamonte e Giò Francesco Galleani nominato dal Duca di Savoia Carlo Emanuele II supervisore Ducale dell'industria serica, il Filatoio fu realizzato in soli due anni (1676-1678) e comprendeva due destinazioni d'uso: produttiva e abitativa. Il setificio, inteso come complesso filanda + filatoio, è la più antica fabbrica d'Europa ancora esistente e una delle più antiche fabbriche al mondo in assoluto.

Dopo il 1857, il setificio subisce alcuni passaggi di proprietà, ma continua la produzione di seta fino agli anni Trenta del Novecento.

Nel 1991, la proprietà in collaborazione con l'Associazione Dimore Storiche, provvede a richiedere al Ministero per i Beni Culturali l'emanazione dei provvedimenti di tutela vincolistica dell'immobile storico.

Negli anni successivi, il Comune di Caraglio e l'Ing. Luigi Galleani d'Agliano, discendente del fondatore del Setificio, costituiscono il "Comitato per la rinascita del Filatoio Rosso" e si adoperano per ottenere i fondi necessari per consentire al Comune di "acquisire la proprietà dell'edificio", che viene formalizzata, con un atto pubblico, il 18 giugno 1999.

Nel settembre 1999 viene pubblicato il Decreto Regionale che sancisce l'assegnazione dei fondi Europei e Regionali al Comune di Caraglio per la realizzazione del I lotto di lavori pari a 4,2 miliardi di lire. Nel novembre dello stesso anno, l'Amministrazione Comunale di Caraglio prende atto dei progetti elaborati dagli architetti incaricati e ottiene le necessarie autorizzazioni dalle Competenti Soprintendenze Regionali per la realizzazione dei lavori.

Nel marzo del 2001 al Comitato per la rinascita del Filatoio Rosso subentra la FONDAZIONE FILATOIO ROSSO DI CARAGLIO.

La Fondazione fu creata appositamente per realizzare il recupero e la valorizzazione del Filatoio Rosso di Caraglio e gestire tutte le operazioni di restauro architettonico e riuso funzionale dell'edificio, che gli viene ceduto dal Comune con Atto di Comodato.

L'investimento globale per la realizzazione di questo progetto è stato finanziato dal Ministero per i Beni Culturali, dalla Unione Europea, dalla Regione Piemonte, dalle tre principali Fondazioni Bancarie Piemontesi (Compagnia di San Paolo, Fondazione CRC e Fondazione CRT) e dalla Banca di Caraglio credito cooperativo.

La Fondazione si è occupata precisamente dei seguenti interventi:

- RICOSTRUZIONE MACCHINARI: € 1.024.685,00 (anni 2002-2003-2004) per la progettazione e ricostruzione di due torcitoi da seta e relative ruote idrauliche su modello del 1670/80.
- II LOTTO: € 4.029.608,00 (anni 2004-2005-2006) per il progetto di recupero e riuso funzionale del completamento dei lavori di restauro del II lotto (secondo e terzo cortile).
- COMPLETAMENTO DEL RESTAURO DI ENTITA' ARCHITETTONICHE COLLATERALI E ALLESTIMENTO DEL MUSEO DELLA SETA: € 1.655.000,00 a partire dal 2007, per il restauro della Cappella di Santa Filomena e della Torretta nord-est, per la ricostruzione di macchinari complementari ai torcitoi e per la realizzazione di un primo lotto del percorso museale, che interesserà complessivamente venti sale del Filatoio.

Il 21 febbraio 2002 viene siglata con l'Associazione Culturale Marcovaldo una prima convenzione per la promozione di attività culturali nel Filatoio. La Fondazione permette al Marcovaldo di utilizzare i locali del Filatoio per realizzare attività espositive e altri eventi culturali.

Alla fine del 2004, la suddetta convenzione viene rivista, avendo ricevuto proposta dal Marcovaldo per la gestione dei locali del Filatoio. In forza di ciò, l'Associazione Marcovaldo si assume l'obbligo di curare la gestione ordinaria di tutto l'edificio accollandosi le relative spese e si impegna, in considerazione della natura globale della gestione del complesso, a riconoscere alla Fondazione una quota annua intesa come canone di conduzione.

Intanto la Fondazione continua con il suo lavoro di recupero globale del complesso del Filatoio: dopo la ricostruzione dei due torcitoi circolari da seta, sono state ricostruite altre macchine importanti che illustrano le principali fasi di lavorazione della seta (bacinella alla piemontese, binatoia, incannatoia). L'intenzione, però, non è quella di ricostruire un Museo di sola tecnica.

Infatti, gli aspetti legati alla fabbrica e ai dettagli tecnici della produzione dei filati si intrecciano e vengono accompagnati da temi più generali, collegati alla storia dell'industria serica e dell'industria serica piemontese in particolare: la coltivazione del gelso, la produzione dei bozzoli, la loro vendita e trasformazione, l'esportazione del filato ecc.

Il progetto di allestimento del percorso museale è ormai nella fase esecutiva e la Fondazione conta di poter concludere presto questo intervento per far "rivivere" il Filatoio e far conoscere ed apprezzare ad un pubblico sempre più vasto la sua importante storia.