Le attività culturali del Filatoio

Il Filatoio di Caraglio si distingue per un genius loci nel quale la sintesi di storia, tradizione, tecnologia ed integrazione con la natura del territorio circostante favorisce un'esperienza profonda dei sensi. Questo aspetto definisce il posizionamento marketing del Filatoio sul piano turistico: un luogo da vivere, non da consumare, un turismo in linea con la Slow Life.

Opere d'arte, musica, danza, teatro: un programma articolato e ricco di appuntamenti per scoprire il Filatoio, per creare empatia e complicità tra il pubblico, gli artisti e il luogo delle rappresentazioni, in collaborazione con Associazioni locali per promuovere il territorio e le sue peculiarità : Insieme per Caraglio, Di filo in filo, La Cevitou, Istituto Civico Musicale, Teatro Caragliese, Cinema Contardo Ferrini.

L'arte in tutte le sue forme accompagnati dalla tradizione enogastronomica locale con momenti di convivialità di eccellenza che agiscono come leva di marketing per la promozione dei sapori del territorio.

IO GUARDO

“Io Guardo”, il progetto fotografico a cura della Cooperativa Animazione Valdocco, sarà inaugurato il 4 maggio alle ore 17.00 presso il Filatoio di Caraglio, attraverso un’azione performativa di e con Valentina Taricco e Virginia Ruth Cerqua.
La mostra, realizzata in collaborazione con la Fondazione IL FILATOIO, il Comune di Caraglio e la
Banca di Caraglio, sarà accessibile dal 4 maggio al 2 giugno 2019 ad ingresso gratuito, e vedrà
l’esposizione delle fotografie di Gabriella Fileppo in cui tredici persone posano il loro sguardo
verso il mondo, appena fuori dalla loro casa. Ritratti accompagnati dai racconti di altri sguardi, che con forza misurata, si rivolgono anche verso un mondo interiore.
LA MOSTRA “IO GUARDO”
Le tredici fotografie a opera di Gabriella Fileppo, che compongono la parte visiva della mostra,
mettono in scena altrettanti ritratti di persone il cui sguardo è rivolto al ”fuori”, verso l’esterno
rispetto allo spazio in cui si trovano. Le persone ritratte che vivono – o che frequentano durante il giorno – tali spazi, sono autori di un modo di guardare attraverso i vetri delle finestre (e di
orientare l’attenzione oltre) che è di carattere riflessivo, e viene catturato dalla fotografia.
Ad ogni immagine è stato associato un testo (a sua volta prodotto da un tessuto di relazioni tra
educatori e giovani utenti di Porta Aperta e Artcadd, Servizi educativi in accreditamento con il
Comune di Torino e l’ASL Città di Torino, e Girotondo, Servizio educativo dell’Unione dei Comuni
Nord Est Torino che dispiega il concetto di guardare (o di sguardare) in termini di implicazioni
soggettive ed emotive. L’allestimento prevede la stampa fotografica su carta cotone in grande
format e la stampa su tessuto dei testi.
Ogni visitatore potrà contribuire in tempo reale con un proprio pensiero, una propria memoria,
un breve testo inviato con il proprio smartphone; il contributo viene immediatamente visualizzato, entrando a far parte di una collezione di “Io Guardo” partecipata, che sarà visibile durante tutto il periodo della mostra.
LA PERFORMANCE “IO GUARDO”
In relazione alla natura degli scatti selezionati per la mostra, le artiste, Valentina Taricco,
danzatrice e Virginia Ruth Cerqua, attrice ed autrice, proporranno una performance che metta
l’accento sull’aspetto relazionale dello sguardo. Lo sguardo tra due o più individui, è un’azione
complessa, una dinamica a tratti impercettibile che permette di cogliere le forme e gli stati d’animo dell’altro, le manifestazioni superficiali e le intenzioni più profonde. Al contempo, è grazie allo sguardo dell’altro che il sé prende forma, si definisce, si limita e si percepisce. Una performance basata sui linguaggi della danza, della parola detta e recitata, che conduce lo spettatore ad attraversare tre fasi e tre spazi del Filatoio, utili ad interrogarsi sul ruolo dello sguardo nelle relazioni interpersonali.

Per informazioni contattare Elisa Profico - Ufficio Stampa e comunicazione
348 4788396 - comunicazione@lavaldocco.it
www.filatoiocaraglio.it | www.cav.lavaldocco.it


Mostra EGO

In mostra compare il lavoro degli studenti del liceo Artistico Ego Bianchi di Cuneo, espresso rispettivamente nei tre indirizzi: Figurativo, Grafico ed Architettonico.
Dipinti, disegni e incisioni dialogano con i progetti di architettura e le proposte per la grafica pubblicitaria. Un' interessante visione sul lavoro e la formazione che può proporre, didatticamente, il Liceo Artistico.
All'interno dell'esposizione è possibile vedere una serie di opere originali di Ego Bianchi, artista a cui è dedicato il Liceo e al quale la mostra rende omaggio. Collateralmente all'evento è presente una mostra dove saranno esposte alcune opere dei docenti: un modo per far conoscere anche la pratica artistica degli insegnanti.

La mostra EGO inaugura domenica 12 Maggio, alle ore 17.00, e sarà visitabile gratuitamente negli soliti orari del Filatoio, fino al 2 giugno.


Mostra AMARCORD PIEMONTESE

DOMENICA 14 APRILE 2019, alle ore 17.00, inaugurazione della mostra AMARCORD PIEMONTESE: emozioni e incantesimi nell’opera di Federigo Sclopis. Interverrà Vittorio Sgarbi.

Nel novantesimo anniversario della nascita di Federigo Sclopis (Torino, 14 aprile 1929 – 18 maggio 1996), la Fondazione Filatoio Rosso di Caraglio propone un omaggio attraverso l’esposizione di un nucleo di 60 opere inedite dell’artista torinese, date in comodato al Filatoio da parte della moglie Marie Josée Sclopis Todescato. Curata da Ivana Mulatero, la mostra verrà inaugurata il 14 aprile alle 17.00 da Vittorio Sgarbi.

Le opere di Federigo Sclopis sono dedicate prevalentemente ai protagonisti di un’umanità di provincia, in particolare quella cuneese, da lui così amata, nei soggiorni in valle o a Dronero, da cui proveniva la madre. Un mondo semplice e autentico, ormai sempre più difficile da trovare nel nostro magma culturale, che traspare anche nei quadri che celebrano i riti paesani fra cui la Banda e La processione o il ciclo delle Osterie. Marie Josée Sclopis, consorte del pittore e compagna nei suoi numerosi soggiorni in queste valli, ha scelto il Filatoio di Caraglio come luogo ideale per ospitare il lavoro del marito.
Il catalogo, a cura di Ivana Mulatero, con la collaborazione di Albina Malerba e del Centro di Studi Piemontesi, sarà il primo studio dedicato all’opera completa di questo pittore, stampato da Il Pennino editore.

Semplice, ma pittoricamente ricco e complesso, il poetico “piccolo mondo antico” di Sclopis si confronta con molti esponenti delle prime avanguardie storiche, l’espressionismo fra tutti come anche il post-impressionismo e i Nabis, ma non ne fa propria nessuna, nemmeno le figure da fiaba di Francesco Tabusso, non distanti dalla sua poetica. Così, come non si appiattisce, pur amandola, sulla tradizione pittorica naïf. Da tutte egli trae spunto per dare vita a uno stile particolarissimo da cui traspare questo mondo, “Il teatrino di Federigo” composto da pastori intabarrati, spose rubizze, ostesse gioviali e frati paciosi, mirabolanti figurine di una scena venata di sottile umorismo e lieve malinconia. Il teatrino altro non è che una lente deformante e un luogo di accadimenti dove tutto è virtualmente possibile. Non a caso, Federigo Sclopis ha per lungo tempo accarezzato l’idea di un suo esclusivo teatrino da camera, dove rappresentare commedie impossibili, come quella – tutta alla Ceronetti – che prevedeva il funambolico dialogo tra Vittorio Emanuele e Cavour in un pubblico vespasiano. Il sogno è rimasto a mezzo, lasciando il teatrino orfano di marionette incompiute.
È una mostra stimolante quella che la Fondazione Filatoio Rosso di Caraglio propone nella sua sede dal 14 aprile 2019 al 14 luglio 2019, avvincente per l’originalità delle opere, innanzitutto, ma anche per il filo conduttore individuato per presentarle.
Dal 15 luglio la mostra sarà riallestita nelle Sale Auliche del secondo cortile del Filatoio.

Per i visitatori, Federigo Sclopis sarà una clamorosa riscoperta perché questo artista, singolare per vicende personali e per la sua pittura, è certamente tra i più “eccentrici” protagonisti dell’arte italiana nel secondo Novecento, con la quale si è misurato per tutta la vita in un totale autodidattismo, traendo la cultura visiva dalle radici della sua nobile e illustre famiglia piemontese che ha dato i natali a figure di spicco come il disegnatore e incisore all’acquaforte, Ignazio Sclopis del Borgo (1727 – 1793), vedutista topografo del re Vittorio Amedeo III.

Mostra promossa da Fondazione Filatoio e Comune di Caraglio.
Con il contributo della Banca di Caraglio e con il sostegno della Compagnia di San Paolo.

Mostra visitabile dal giovedì al sabato dalle 14.30 alle 19.00 (la biglietteria chiude un'ora prima) e la domenica e i festivi dalle 10.00 alle 19.00 (la biglietteria chiude un'ora prima).


Per maggiori informazioni: info@fondazionefilatoio.it - 0171/610258


LA LIBERTE’ GUIDANT LA LAINE

“LA LIBERTE’ GUIDANT LA LAINE” dell’artista Jérémy Gobé nelle sale del Museo del Setificio Piemontese.

L’opera è realizzata grazie al contributo della Banca di Caraglio e si inserisce all’interno di un più ampio progetto di valorizzazione del Filatoio sviluppato grazie al sostegno della Compagnia di San Paolo.

L’installazione rimarrà permanentemente esposta nella sala dei grandi torcitoi da seta, come testimonianza dell’ evoluzione in campo tessile e rivoluzione industriale avvenute proprio al Filatoio di Caraglio.

Gobé è uno scultore eclettico che si misura fisicamente e intellettualmente con molti materiali differenti e ha raggiunto nell’arte tessile, e non solo, una felice e compiuta esplicitazione del proprio pensiero filosofico e della propria ricerca artistica, traducendola in installazioni di grande impatto. Il principale obiettivo dell’artista è il rispetto delle manifatture e delle fabbriche oggi chiuse e talora dimenticate: dare nuova energia agli oggetti del passato per realizzare nuove opere nel presente e per ispirare progetti futuri. “Noi siamo solo una tappa di questo naturale processo creativo, in costante evoluzione”.

Questo lavoro si intitola “La liberté guidant la laine”, con un chiaro riferimento all’iconico dipinto di Eugène Delacroix del 1830 che rappresenta la Libertà che guida il Popolo, immagine divenuta simbolo dei diritti umani , con chiari riferimenti alla Rivoluzione Francese nella figura della Marianne che simboleggia la Francia . Inserendo la forma tridimensionale dei gesti del dipinto di Delacroix nel tessuto, emergono dalle pareti delle forme piene di vita, che evocano l’energia dei singoli personaggi.

Per maggiori informazioni: 0171 618300 - info@fondazionefilatoio.it – www.filatoiocaraglio.it