Le attività culturali del Filatoio

Il Filatoio di Caraglio si distingue per un genius loci nel quale la sintesi di storia, tradizione, tecnologia ed integrazione con la natura del territorio circostante favorisce un'esperienza profonda dei sensi. Questo aspetto definisce il posizionamento marketing del Filatoio sul piano turistico: un luogo da vivere, non da consumare, un turismo in linea con la Slow Life.

Opere d'arte, musica, danza, teatro: un programma articolato e ricco di appuntamenti per scoprire il Filatoio, per creare empatia e complicità tra il pubblico, gli artisti e il luogo delle rappresentazioni, in collaborazione con Associazioni locali per promuovere il territorio e le sue peculiarità : Insieme per Caraglio, Di filo in filo, La Cevitou, Istituto Civico Musicale, Teatro Caragliese, Cinema Contardo Ferrini.

L'arte in tutte le sue forme accompagnati dalla tradizione enogastronomica locale con momenti di convivialità di eccellenza che agiscono come leva di marketing per la promozione dei sapori del territorio.

LA LIBERTE’ GUIDANT LA LAINE

“LA LIBERTE’ GUIDANT LA LAINE” dell’artista Jérémy Gobé nelle sale del Museo del Setificio Piemontese.

L’opera è realizzata grazie al contributo della Banca di Caraglio e si inserisce all’interno di un più ampio progetto di valorizzazione del Filatoio sviluppato grazie al sostegno della Compagnia di San Paolo.

L’installazione rimarrà permanentemente esposta nella sala dei grandi torcitoi da seta, come testimonianza dell’ evoluzione in campo tessile e rivoluzione industriale avvenute proprio al Filatoio di Caraglio.

Gobé è uno scultore eclettico che si misura fisicamente e intellettualmente con molti materiali differenti e ha raggiunto nell’arte tessile, e non solo, una felice e compiuta esplicitazione del proprio pensiero filosofico e della propria ricerca artistica, traducendola in installazioni di grande impatto. Il principale obiettivo dell’artista è il rispetto delle manifatture e delle fabbriche oggi chiuse e talora dimenticate: dare nuova energia agli oggetti del passato per realizzare nuove opere nel presente e per ispirare progetti futuri. “Noi siamo solo una tappa di questo naturale processo creativo, in costante evoluzione”.

Questo lavoro si intitola “La liberté guidant la laine”, con un chiaro riferimento all’iconico dipinto di Eugène Delacroix del 1830 che rappresenta la Libertà che guida il Popolo, immagine divenuta simbolo dei diritti umani , con chiari riferimenti alla Rivoluzione Francese nella figura della Marianne che simboleggia la Francia . Inserendo la forma tridimensionale dei gesti del dipinto di Delacroix nel tessuto, emergono dalle pareti delle forme piene di vita, che evocano l’energia dei singoli personaggi.

Per maggiori informazioni: 0171 618300 - info@fondazionefilatoio.it – www.filatoiocaraglio.it



Y KIMONO NOW
PERCHÉ KIMONO OGGI

dal 23 luglio al 5 novembre
MOSTRA TEMPORANEA

Il Filatoio di Caraglio, il più antico setificio in Europa ancora esistente, l’unico ad essere stato recuperato come museo e spazio espositivo, da domenica 23 luglio a domenica 5 novembre 2017 ospiterà una mostra che, attraverso oltre 100 kimono originali, propone un viaggio nel mondo, nella cultura e nell’estetica del Sol Levante, ancora oggi fonte di suggestioni per arte, grafica, design e moda.

La scelta del luogo non è casuale: nel 1868, quando il Giappone si apre al mondo con la restaurazione Meiji, i setaioli italiani sono già nel paese da diversi anni per approvvigionarsi dei bachi giapponesi, gli unici a resistere alla pebrina, malattia che impedisce al baco di produrre il prezioso filo. Furono dunque i semai, i setaioli italiani in Giappone, i primi ad instaurare un importante rapporto di fiducia e conoscenza con il paese del Sol Levante e tra i semai piemontesi, uniti nella “Società Bacologica Torinese”, alcuni erano proprio di Caraglio.

Nel percorso di mostra – progetto di Consolata Pralormo curatela di Nancy Stetson Martin con Fabiola Palmeri – emergono la vita, le tradizioni, le feste e i paesaggi giapponesi grazie ai motivi decorativi, ai colori, alle raffinate rappresentazioni di fiori e foglie, insetti e animali, montagne e onde impetuose. Dal linguaggio del decoro, parte integrante della cultura giapponese, emerge quel vasto impero dei segni che racchiude il pensiero poetico di una cultura visiva di origini antiche e significati profondi. “…In Asia il decoro parla” afferma Nancy Martin Stetson.
Attraverso 4 sezioni dedicate rispettivamente al succedersi delle stagioni, al paesaggio, all’acqua e all’arte, la mostra mette in luce la bellezza dei kimono e ci parla del Giappone, da sempre luogo di straordinaria potenza evocativa e da oltre un secolo punto di riferimento estetico per l’Occidente. Quella stessa estetica che a fine Ottocento conquistò e sconvolse il mondo artistico europeo, influenzando, tra gli altri, Vincent Van Gogh, Claude Monet e Gustav Klimt, fino a Mondrian e Maria Lai, continua ancora oggi a ispirare artisti, fra i quali Takashi Murakami ed il giovane Yoshiyasu Tamura. Il kimono è anche un archetipo per fashion designer come Issey Miyake e Rei Kawakubo, per il kimono designer Shinobu Baba che li disegna adattandoli al corso del tempo e contagia positivamente la produzione di grafica e cinematografica contemporanea.


“Il linguaggio del decoro va studiato – sostiene Nancy Martin Stetson – il suo luogo di esposizione privilegiato è il kimono che ci fa intravedere un mondo ordinato e forse felice, raccontato in segni… È questo mondo, attraverso i suoi motivi, i suoi pattern e i suoi colori, che vogliamo raccontare”.

I kimono esposti provengono da una preziosa collezione privata, composta da oltre 700 kimono quotidiani e destinati alle cerimonie familiari del periodo Meiji (1868-1912), del breve periodo di pace Taishō (1912/1926) e del primo ventennio del periodo Shōwa (1926/1945).
Accompagna la mostra un catalogo a cura di Paola Gribaudo edizione Gli Ori.
La mostra “Y kimono now” è realizzata grazie al contributo di Fondazione CRT, Fondazione CRC, Compagnia di San Paolo, e Banca di Caraglio.