Le attività culturali del Filatoio

Il Filatoio di Caraglio si distingue per un genius loci nel quale la sintesi di storia, tradizione, tecnologia ed integrazione con la natura del territorio circostante favorisce un'esperienza profonda dei sensi. Questo aspetto definisce il posizionamento marketing del Filatoio sul piano turistico: un luogo da vivere, non da consumare, un turismo in linea con la Slow Life.

Opere d'arte, musica, danza, teatro: un programma articolato e ricco di appuntamenti per scoprire il Filatoio, per creare empatia e complicità tra il pubblico, gli artisti e il luogo delle rappresentazioni, in collaborazione con Associazioni locali per promuovere il territorio e le sue peculiarità : Insieme per Caraglio, Di filo in filo, La Cevitou, Istituto Civico Musicale, Teatro Caragliese, Cinema Contardo Ferrini.

L'arte in tutte le sue forme accompagnati dalla tradizione enogastronomica locale con momenti di convivialità di eccellenza che agiscono come leva di marketing per la promozione dei sapori del territorio.

Under Water

Sabato 29 giugno alle ore 14,30, negli spazi espositivi del Filatoio di Caraglio (via Matteotti 40), apre al pubblico la mostra curata da Daniela Berta e Andrea Lerda Under Water. L’evento è organizzato e promosso dal Museo Nazionale della Montagna di Torino, con il sostegno della Fondazione CRC, in collaborazione con Fondazione ARTEA, Fondazione Filatoio Rosso e Comune di Caraglio.

La mostraUnder Water, che segue temporalmente il progetto intitolato Post-Water presentato al Museomontagna di Torino nei mesi scorsi, arriva al Filatoio di Caraglio come ampliamento e completamento di una riflessione su un tema di grande urgenza collettiva: l’acqua. L’esposizione sarà aperta al pubblico fino al 29 settembre dal giovedì al sabato dalle 14,30 alle 19 e la domenica dalle 10 alle 19.

Il costo del biglietto intero è di 5 euro, 3 euro il ridotto e per i soci CAI. Ingresso libero per i possessori di Abbonamento Musei Piemonte. Il biglietto per Under Waterdà diritto all’ingresso ridotto al Museomontagna fino al 29 settembre 2019. Viceversa, chi visita il Museomontagna accede con tariffa ridotta alla mostra Under Water.

Inserita all’interno di un dibattito globale che vede protagonista l’acqua, il più essenziale elemento naturale che genera e garantisce il mantenimento della vita, la mostra prende spunto dalle parole di Amitav Ghosh, che ha definito quella in cui viviamo come l’“Era della Grande Cecità”.

La narrazione parte da un riferimento al mito di Narciso. Mai come oggi il rimando a questa figura mitologica risulta adeguato per descrivere l’atteggiamento patologicamente auto lusinghiero e il pericolo costante di de-realizzazione dell’uomo contemporaneo. Mai come oggi siamo tutti chiamati a interrogare il nostro senso di responsabilità e la nostra capacità di “curare lo sguardo”, nessuno escluso.

Il percorso si articola attraverso video, fotografia, pittura, disegno, scultura e installazionee include i lavori di circa venti artisti internazionali, assieme a un importante nucleo di fotografie e di documenti storici che appartengono all’Area Documentazione del Museomontagna di Torino, per un totale di circa ottanta opere esposte.

Opere recenti, assieme ad alcune nuove produzioni appositamente realizzate per la mostra, sollevano una serie di riflessioni sul concetto di “under water”. In prima battuta, questo “essere sott’acqua” si lega agli scenari che l’era dell’Antropocene è stata in grado di generare. Attraverso un ritmo in bilico tra passato, presente e futuro, temi come l’innalzamento dei mari, la fusione dei ghiacciai e gli eventi estremi, restituiscono l’immagine di un sistema naturale quale organismo in stato di generale alterazione.

Nella seconda parte della mostra, il termine “under” è invece da intendersi come “less of water”: condizione dunque di carenza, di assenza o alterazione causata dal global warming, da situazioni di inquinamento e di sfruttamento a scopi politici ed economici. Il concetto di “under water” diventa poi l’occasione per compiere una riflessione sull’importanza di riscoprire uno sguardo consapevole, indispensabile per la progettazione strategica e la gestione futura dell’acqua.

La mostra evita tuttavia di soffermarsi unicamente sulle problematiche idriche nell’era dell’Antropocene e su quelli che possono essere gli scenari di un futuro “post-water”. Piuttosto, cerca di compiere una riflessione sul concetto di “under water”, da intendersi come capacità dell’uomo di risintonizzarsi con i ritmi naturali al fine di agevolare un processo di mitigazione del cambiamento climatico. Rientrano in questo senso le Nature Based Solutions (NBS) che, assieme alle grey solutions fornite dall’ingegneria umana, vanno intese come soluzione di fondamentale importanza per rispondere alle urgenti sfide in materia di acqua del prossimo futuro.

Ed è in questo contesto che si inserisce il progetto Acquaviva, finanziato nell’ambito del bando “Interventi Faro”della Fondazione CRC e di prossima realizzazione nell’area dell’ex Polveriera di Bottonasco a Caraglio. Una realtà che non solo mette in evidenza la riflessione in atto all’interno di questo territorio in materia di cambiamento climatico, ma che testimonia anche l’esigenza di individuare nuovi sistemi di raccolta, stoccaggio e gestione dell’acqua nei territori montani che sappiano rispondere alle necessità idriche del prossimo futuro.

Valentino Castellani, presidente del Museo Nazionale della Montagna, dichiara: “Con Under Wateral Filatoio di Caraglio il Museomontagna del CAI Torino conferma la traiettoria culturale che vuole percorrere: guardare alla contemporaneità delle terre alte e, allo stesso tempo, perseguire la missione di conservare, documentare, studiare e comunicare la storia della montagna, producendo occasioni di autentico scambio, riflessione e sviluppo che coniugano passato, presente e futuro. Ringraziamo per questa preziosa possibilità la Fondazione CRC, la Fondazione Artea, il Filatoio di Caraglio e il Comune di Caraglio”.

“Partire dalle terre alte e dal Museo Nazionale della Montagna per condividere con il territorio un progetto partecipato e inclusivo vuol dire non solo contribuire al dibattito sull’elemento al centro di questa mostra – racconta Daniela Berta, direttore del Museomontagna e curatrice di Under Water-, ma anche evidenziare la vocazione e l’assunzione di responsabilità istituzionale nei confronti del futuro della montagna, dell’ambiente e dell’uomo in generale. Coniugando l’esposizione di opere d’arte contemporanea e di beni del Museo e della Biblioteca Nazionale del CAI con contributi scientifici, abbiamo costruito un percorso ricco e trasversale, connotato da un legame speciale con il contesto locale”.

Aggiunge Andrea Lerda, curatore della mostra insieme con Daniela Berta: “La mostra Under Watercompie una riflessione sull’acqua tra passato, presente e futuro, consolidando una metodologia a mio avviso fondamentale per affrontare temi di grande urgenza collettiva. L’arte contemporanea è infatti chiamata a un dialogo sempre più stretto con il mondo della scienza e della ricerca. In questo progetto espositivo tutte le dimensioni dialogano mediante un approccio integrato, per offrire allo spettatore una visione ampia e dinamica delle problematiche idriche e delle opportunità per superarle. Under Waterè, in questo senso, l’invito ad un cambio di paradigma, l’occasione per vedere in maniera consapevole criticità e opportunità di un problema collettivo e l’auspicio a riconsiderare la Terra in quanto organismo vivente”.

“Under-water è un evento culturale particolarmente significativo per la qualità del progetto espositivo, che offre a tutti i visitatori un’opportunità di riflessione sul tema dell’acqua, affrontato nelle sue questioni più urgenti e attuali, e per lo stretto collegamento con il progetto “Acqua Viva”, sostenuto dalla Fondazione CRC nell’ambito degli ‘Interventi Faro’ per rilanciare il turismo nella bassa Valle Grana e promuovere modalità innovative per affrontare le necessità irrigue di questa zona – dichiara Giandomenico Genta, Presidente della Fondazione CRC -. Una mostra, nata dalla collaborazione e dalla sinergia di numerosi soggetti, che contribuisce a creare un’offerta culturale innovativa e fortemente connessa con le nostre comunità”.

Marco Galateri di Genola, presidente della Fondazione Artea: “È con grande entusiasmo che la Fondazione ha deciso di collaborare all’organizzazione di Under Water. Proprio nell’anno in cui la nostra programmazione culturale è rivolta al tema del paesaggio, questa mostra rappresenta uno stimolo ulteriore per ragionare sulle criticità del mondo contemporaneo e suggerisce, con il linguaggio universale dell’arte, un approccio partecipato e condiviso nello sviluppo di progetti ambientali e culturali sul territorio”.

“La mostra Under Water trova una collocazione ottimale presso il Filatoio di Caraglio, location simbolo ed eccellenza del territorio – conclude Paola Falco, sindaco del Comune di Caraglio e componente del Consiglio di Amministrazione della Fondazione Filatoio Rosso-. Siamo consapevoli dell’incombente problema del ciclo idrologico e proprio per questo a Caraglio, grazie alla Fondazione CRC, con il progetto Acquaviva abbiamo previsto la riconversione di un’area abbandonata in un parco incentrato sull’acqua. I due specchi d’acqua che verranno creati costituiranno un’importante attrattiva paesaggistica e un’indispensabile riserva idrica per l’agricoltura, diventando così motore di due settori fondamentali dell’economia locale”.

Il percorso espositivo è corredato di contenuti scientifici di studiosi, ricercatori ed esperti in materia, come approfondimento e supporto teorico alle sezioni di mostra. I contributi sono stati realizzati e forniti grazie alla preziosa collaborazione di Rajandrea Sethi, Luca Ridolfi, Alberto Tiraferri, Alberto Viglione, Bartolomeo Vigna, Dipartimento di Ingegneria dell’Ambiente, del Territorio e delle Infrastrutture del Politecnico di Torino; Elisa Palazzi, ricercatrice presso l’Istituto di Scienze dell’Atmosfera e del Clima del Consiglio Nazionale delle Ricerche (ISAC-CNR) di Torino; Maria Paola Azzario e Stefano Chiesa, Centro UNESCO di Torino; Sergio Vallesi, ingegnere delle risorse idriche ed ecologo del paesaggio; Stefano Ferrari, Studio di ingegneria Ferrari-Giraudo, Cuneo.

In mostra opere di: Andreco, Georges-Louis Arlaud, Pablo Balbontin, Olivo Barbieri, Walter Bonatti, Calori&Maillard, Mircea Cantor, Carolina Caycedo, Nuno da Luz, Marjolijn Dijkman & Toril Johannessen, Simon Faithfull, Mario Fantin, Bepi Ghiotti, Cesare Giulio, Jeppe Hein, Frank Hurley, Invernomuto, William Henry Jackson, Adam Jeppesen, Peter Matthews, Elena Mazzi, Arno Rafael Minkkinen, Ryts Monet, Pennacchio Argentato, Laura Pugno, Ernesto Samaritani, Studio Negri, Silvano Tessarollo, Helen Mayer Harrison & Newton Harrison, Gaston Tissandier, Julius von Bismarck, Thomas Wrede.


IO GUARDO

“Io Guardo”, il progetto fotografico a cura della Cooperativa Animazione Valdocco, sarà inaugurato il 4 maggio alle ore 17.00 presso il Filatoio di Caraglio, attraverso un’azione performativa di e con Valentina Taricco e Virginia Ruth Cerqua.
La mostra, realizzata in collaborazione con la Fondazione IL FILATOIO, il Comune di Caraglio e la
Banca di Caraglio, sarà accessibile dal 4 maggio al 2 giugno 2019 ad ingresso gratuito, e vedrà
l’esposizione delle fotografie di Gabriella Fileppo in cui tredici persone posano il loro sguardo
verso il mondo, appena fuori dalla loro casa. Ritratti accompagnati dai racconti di altri sguardi, che con forza misurata, si rivolgono anche verso un mondo interiore.
LA MOSTRA “IO GUARDO”
Le tredici fotografie a opera di Gabriella Fileppo, che compongono la parte visiva della mostra,
mettono in scena altrettanti ritratti di persone il cui sguardo è rivolto al ”fuori”, verso l’esterno
rispetto allo spazio in cui si trovano. Le persone ritratte che vivono – o che frequentano durante il giorno – tali spazi, sono autori di un modo di guardare attraverso i vetri delle finestre (e di
orientare l’attenzione oltre) che è di carattere riflessivo, e viene catturato dalla fotografia.
Ad ogni immagine è stato associato un testo (a sua volta prodotto da un tessuto di relazioni tra
educatori e giovani utenti di Porta Aperta e Artcadd, Servizi educativi in accreditamento con il
Comune di Torino e l’ASL Città di Torino, e Girotondo, Servizio educativo dell’Unione dei Comuni
Nord Est Torino che dispiega il concetto di guardare (o di sguardare) in termini di implicazioni
soggettive ed emotive. L’allestimento prevede la stampa fotografica su carta cotone in grande
format e la stampa su tessuto dei testi.
Ogni visitatore potrà contribuire in tempo reale con un proprio pensiero, una propria memoria,
un breve testo inviato con il proprio smartphone; il contributo viene immediatamente visualizzato, entrando a far parte di una collezione di “Io Guardo” partecipata, che sarà visibile durante tutto il periodo della mostra.
LA PERFORMANCE “IO GUARDO”
In relazione alla natura degli scatti selezionati per la mostra, le artiste, Valentina Taricco,
danzatrice e Virginia Ruth Cerqua, attrice ed autrice, proporranno una performance che metta
l’accento sull’aspetto relazionale dello sguardo. Lo sguardo tra due o più individui, è un’azione
complessa, una dinamica a tratti impercettibile che permette di cogliere le forme e gli stati d’animo dell’altro, le manifestazioni superficiali e le intenzioni più profonde. Al contempo, è grazie allo sguardo dell’altro che il sé prende forma, si definisce, si limita e si percepisce. Una performance basata sui linguaggi della danza, della parola detta e recitata, che conduce lo spettatore ad attraversare tre fasi e tre spazi del Filatoio, utili ad interrogarsi sul ruolo dello sguardo nelle relazioni interpersonali.

Per informazioni contattare Elisa Profico - Ufficio Stampa e comunicazione
348 4788396 - comunicazione@lavaldocco.it
www.filatoiocaraglio.it | www.cav.lavaldocco.it


Mostra EGO

In mostra compare il lavoro degli studenti del liceo Artistico Ego Bianchi di Cuneo, espresso rispettivamente nei tre indirizzi: Figurativo, Grafico ed Architettonico.
Dipinti, disegni e incisioni dialogano con i progetti di architettura e le proposte per la grafica pubblicitaria. Un' interessante visione sul lavoro e la formazione che può proporre, didatticamente, il Liceo Artistico.
All'interno dell'esposizione è possibile vedere una serie di opere originali di Ego Bianchi, artista a cui è dedicato il Liceo e al quale la mostra rende omaggio. Collateralmente all'evento è presente una mostra dove saranno esposte alcune opere dei docenti: un modo per far conoscere anche la pratica artistica degli insegnanti.

La mostra EGO inaugura domenica 12 Maggio, alle ore 17.00, e sarà visitabile gratuitamente negli soliti orari del Filatoio, fino al 2 giugno.


Mostra AMARCORD PIEMONTESE

DOMENICA 14 APRILE 2019, alle ore 17.00, inaugurazione della mostra AMARCORD PIEMONTESE: emozioni e incantesimi nell’opera di Federigo Sclopis. Interverrà Vittorio Sgarbi.

Nel novantesimo anniversario della nascita di Federigo Sclopis (Torino, 14 aprile 1929 – 18 maggio 1996), la Fondazione Filatoio Rosso di Caraglio propone un omaggio attraverso l’esposizione di un nucleo di 60 opere inedite dell’artista torinese, date in comodato al Filatoio da parte della moglie Marie Josée Sclopis Todescato. Curata da Ivana Mulatero, la mostra verrà inaugurata il 14 aprile alle 17.00 da Vittorio Sgarbi.

Le opere di Federigo Sclopis sono dedicate prevalentemente ai protagonisti di un’umanità di provincia, in particolare quella cuneese, da lui così amata, nei soggiorni in valle o a Dronero, da cui proveniva la madre. Un mondo semplice e autentico, ormai sempre più difficile da trovare nel nostro magma culturale, che traspare anche nei quadri che celebrano i riti paesani fra cui la Banda e La processione o il ciclo delle Osterie. Marie Josée Sclopis, consorte del pittore e compagna nei suoi numerosi soggiorni in queste valli, ha scelto il Filatoio di Caraglio come luogo ideale per ospitare il lavoro del marito.
Il catalogo, a cura di Ivana Mulatero, con la collaborazione di Albina Malerba e del Centro di Studi Piemontesi, sarà il primo studio dedicato all’opera completa di questo pittore, stampato da Il Pennino editore.

Semplice, ma pittoricamente ricco e complesso, il poetico “piccolo mondo antico” di Sclopis si confronta con molti esponenti delle prime avanguardie storiche, l’espressionismo fra tutti come anche il post-impressionismo e i Nabis, ma non ne fa propria nessuna, nemmeno le figure da fiaba di Francesco Tabusso, non distanti dalla sua poetica. Così, come non si appiattisce, pur amandola, sulla tradizione pittorica naïf. Da tutte egli trae spunto per dare vita a uno stile particolarissimo da cui traspare questo mondo, “Il teatrino di Federigo” composto da pastori intabarrati, spose rubizze, ostesse gioviali e frati paciosi, mirabolanti figurine di una scena venata di sottile umorismo e lieve malinconia. Il teatrino altro non è che una lente deformante e un luogo di accadimenti dove tutto è virtualmente possibile. Non a caso, Federigo Sclopis ha per lungo tempo accarezzato l’idea di un suo esclusivo teatrino da camera, dove rappresentare commedie impossibili, come quella – tutta alla Ceronetti – che prevedeva il funambolico dialogo tra Vittorio Emanuele e Cavour in un pubblico vespasiano. Il sogno è rimasto a mezzo, lasciando il teatrino orfano di marionette incompiute.
È una mostra stimolante quella che la Fondazione Filatoio Rosso di Caraglio propone nella sua sede dal 14 aprile 2019 al 14 luglio 2019, avvincente per l’originalità delle opere, innanzitutto, ma anche per il filo conduttore individuato per presentarle.
Dal 15 luglio la mostra sarà riallestita nelle Sale Auliche del secondo cortile del Filatoio.

Per i visitatori, Federigo Sclopis sarà una clamorosa riscoperta perché questo artista, singolare per vicende personali e per la sua pittura, è certamente tra i più “eccentrici” protagonisti dell’arte italiana nel secondo Novecento, con la quale si è misurato per tutta la vita in un totale autodidattismo, traendo la cultura visiva dalle radici della sua nobile e illustre famiglia piemontese che ha dato i natali a figure di spicco come il disegnatore e incisore all’acquaforte, Ignazio Sclopis del Borgo (1727 – 1793), vedutista topografo del re Vittorio Amedeo III.

Mostra promossa da Fondazione Filatoio e Comune di Caraglio.
Con il contributo della Banca di Caraglio e con il sostegno della Compagnia di San Paolo.

Mostra visitabile dal giovedì al sabato dalle 14.30 alle 19.00 (la biglietteria chiude un'ora prima) e la domenica e i festivi dalle 10.00 alle 19.00 (la biglietteria chiude un'ora prima).


Per maggiori informazioni: info@fondazionefilatoio.it - 0171/610258


LA LIBERTE’ GUIDANT LA LAINE

“LA LIBERTE’ GUIDANT LA LAINE” dell’artista Jérémy Gobé nelle sale del Museo del Setificio Piemontese.

L’opera è realizzata grazie al contributo della Banca di Caraglio e si inserisce all’interno di un più ampio progetto di valorizzazione del Filatoio sviluppato grazie al sostegno della Compagnia di San Paolo.

L’installazione rimarrà permanentemente esposta nella sala dei grandi torcitoi da seta, come testimonianza dell’ evoluzione in campo tessile e rivoluzione industriale avvenute proprio al Filatoio di Caraglio.

Gobé è uno scultore eclettico che si misura fisicamente e intellettualmente con molti materiali differenti e ha raggiunto nell’arte tessile, e non solo, una felice e compiuta esplicitazione del proprio pensiero filosofico e della propria ricerca artistica, traducendola in installazioni di grande impatto. Il principale obiettivo dell’artista è il rispetto delle manifatture e delle fabbriche oggi chiuse e talora dimenticate: dare nuova energia agli oggetti del passato per realizzare nuove opere nel presente e per ispirare progetti futuri. “Noi siamo solo una tappa di questo naturale processo creativo, in costante evoluzione”.

Questo lavoro si intitola “La liberté guidant la laine”, con un chiaro riferimento all’iconico dipinto di Eugène Delacroix del 1830 che rappresenta la Libertà che guida il Popolo, immagine divenuta simbolo dei diritti umani , con chiari riferimenti alla Rivoluzione Francese nella figura della Marianne che simboleggia la Francia . Inserendo la forma tridimensionale dei gesti del dipinto di Delacroix nel tessuto, emergono dalle pareti delle forme piene di vita, che evocano l’energia dei singoli personaggi.

Per maggiori informazioni: 0171 618300 - info@fondazionefilatoio.it – www.filatoiocaraglio.it