LE FIL DU MONDE

LE SCULTURE IN TESSUTO DI ELIZABETH ARO
AL FILATOIO DI CARAGLIO

Dal 27 ottobre al 6 gennaio 2019 le sale del Filatoio di Caraglio ospiteranno le grandi sculture in tessuto dell’artista Elizabeth Aro. Le sculture sono le protagoniste della mostra "Le fil du monde. Migrazioni e identità nell’opera di Elizabeth Aro”; l’esposizione, a cura di Elena Inchingolo e Paola Stroppiana, presenta la ricerca dell’artista di origine argentina, che ha nel suo curriculum una lunga serie di esposizioni personali e collettive in ambito nazionale e internazionale.
Nata a Buenos Aires, dove ha studiato, è poi approdata in Spagna per giungere infine in Italia. "In me - dice - c' è una permanente oscillazione fra culture diverse".
Il concetto di integrazione tra culture diverse è richiamato dal percorso espositivo, come l'opera "Ulivi", due alberi a dimensione naturale in broccato di cotone e velluto, uno bianco e uno nero, due opposti che si confrontano per conoscersi e riconoscersi. Sofferenza ed energia sono invece evocate dall' installazione "Santa Sangre", una massa di appendici vellutate che scivolano come un fiume di sangue, trasmettendo l'idea del martirio.
E quale oggetto più del mappamondo, ci parla del sogno di poter avere un pianeta che sia la casa di tutti? Mundo, l’emblematico globo di tre metri di diametro che oscilla dall’alto del soffitto, realizzato in feltro bianco naturale, presenta i continenti che scivolano lentamente verso il Sud del mondo, da sempre percepito come un luogo altro, più difficile da comprendere e raggiungere.

La mostra rientra nelle azioni del progetto europeo di cooperazione transfrontaliera MigrACTION, che si propone di valorizzare l’itinerario che unisce le valli Stura e Ubaye, un tempo percorso dai valligiani piemontesi che emigravano verso la Francia.
La mostra è promossa dalla Fondazione Filatoio Rosso in collaborazione con il Comune di Caraglio e Fondazione Artea e realizzata con il contributo dell’Unione Europea – Programma Interreg V-A Italia-Francia ALCOTRA 2014-2020 e si avvale del patrocinio del Museo Regionale dell’Emigrazione dei Piemontesi nel mondo.

MigrACTION ATTRAVERSO L'OCCHIO DEI BAMBINI
In contemporanea a "Le fil du monde. Migrazioni e identità nell’opera di Elizabeth Aro", il Filatoio di Caraglio ospita la mostra "MigrACTION attraverso l' occhio dei bambini", frutto del lavoro degli alunni delle classi quinte dell' Istituto Comprensivo Riberi di Caraglio.
L'obiettivo del laboratorio, condotto e ideato dal regista Beppe Rosso e dallo scenografo Lucio Diana della compagnia torinese ACTI Teatri Indipendenti, è stato di ascoltare e dar la voce alle nuove generazioni sui fenomeni migratori del passato e del presente che hanno coinvolto la comunità di Caraglio.
L’evento è promosso dalla Fondazione Filatoio Rosso e da ACTI Teatri Indipendenti.

INGRESSO GRATUITO.

IL PROGETTO MigrACTION
MigrACTION è cofinanziato dall’Unione Europea nell’ambito del Programma di cooperazione transfrontaliera Interreg V-A Italia-Francia ALCOTRA 2014-2020 – Fondo Europeo di Sviluppo Regionale (FESR). La Fondazione Filatoio Rosso partecipa al progetto in partenariato con il Comune di Vinadio (capofila), la Ville de Barcelonnette, la Fondazione Nuto Revelli onlus e ACTI Teatri Indipendenti.




ALCHIMIE

Il progetto ALCHIMIE nasce dall'intento di tre artisti di esprimere graficamente aspetti relativi al legame personale con la realtà e le relazioni umane.
Ciascuno con il proprio stile, ha dato vita a soluzioni interpretative che generano nuovi rapporti fra simbologia, grafia e colore.

Nelle opere di Agostino Crosetto i numeri si compongono in paesaggi magici con disposizione quasi caotica pur mantenendo la convergenza rigorosa dei risultati matematici.

In Elena Arnaudo i ricordi affiorano in maniera sobria ed eterea. I colori si mescolano su linee indefinite: una trama sottile lega il presente alle personali sensazioni emotive diluite nel tempo.

Le immagini di Valeria Fissore Borghi raffigurano l’individuo in evoluzione sensitiva e relazionale. Nei suoi quadri la ricerca di consapevolezza conduce a trascendere l'ordinario per approdare a interpretazioni più profonde.

La mostra è stata visitabile da sabato 28 luglio a domenica 23 settembre.
Enti promotori: Fondazione Filatoio Rosso di Caraglio e Comune di Caraglio
Con il sostegno di Compagnia di San Paolo


UN COLLEZIONISTA DI MODA

Mostra temporanea, dal 6 luglio al 16 settembre 2018
Abiti e documenti dalla raccolta di Francesco Campidori

La collezione di moda di Francesco Campidori nasce da una grande passione che dal 2001 lo spinge a raccogliere abiti e accessori. Adolescente, si lascia conquistare da un passato che gli sembra familiare e, sul filo della nostalgia e della scoperta, si dedica incessantemente a questa ricerca che diventa evasione, costruzione di un immaginario e un’occasione di lettura per il mondo contemporaneo.
La raccolta è per lo più dedicata al Novecento, con un’attenzione particolare per il periodo tra gli anni Cinquanta e gli anni Novanta. Abiti e accessori di alta moda o prêt-à-porter rappresentano il gusto personale di Campidori, a volte dialogando a volte stridendo fra loro, rivelando l’imprevisto e l’azzardo del collezionare la moda ma anche le sue infinite ramificazioni.
Fondamentale in questo processo è la ricerca bibliografica, svolta in modo accurato per collocare cronologicamente e contestualizzare i capi con il massimo rigore. Ne deriva così la costruzione di una ricca biblioteca nutrita da volumi, riviste, cataloghi e altri documenti cartacei e digitali che contribuiscono alla precisione e all’attendibilità della catalogazione.
Diciassette anni dopo, questo suo armadio segreto si apre al pubblico e rivela un migliaio di pezzi acquisiti presso privati, trovati fortunosamente sul mercato antiquario o aggiudicati in aste internazionali.
Un collezionista di moda celebra questa collezione dedicata alla moda e al vestire come esperienza e come occasione per costruire un proprio alfabeto stilistico e soprattutto emotivo, inseguendo un’immagine femminile capace di rimescolare e infrangere regole, tendenze e stagionalità. La collezione comprende grandi nomi, come Yves Saint Laurent o Valentino, alternati a talenti dell’avanguardia contemporanea come Hussein Chalayan o Bernhard Willhelm. Insieme a questi si trovano molti altri protagonisti di sessant’anni di moda, nomi conosciuti, anonimi talenti, meteore e dimenticati.

Orari:
Giovedì, venerdì e sabato dalle 14.30 alle 19.00
Domenica: 10.00-19.00


DAL FILO AL GIOIELLO

SABATO 16 GIUGNO ORE 16.30
INAUGURAZIONE DELLE MOSTRE “DIALOGHI DI FILI” E “GIOIELLI IN FERMENTO SELECTION”


Sabato 16 giugno alle ore 16.30 appuntamento al Filatoio di Caraglio per l’inaugurazione di due nuove mostre: DIALOGHI DI FILI – opere tratte dalla Collezione Civica di fiber art “Trame d’Autore” della Città di Chieri e GIOIELLI IN FERMENTO SELECTION – selezione di gioielli contemporanei d’autore dell’omonimo concorso internazionale 2018.

Visitando la mostra DIALOGHI DI FILI, si potrà scoprire la collezione Trame d’autore, una serie di opere tratte dalla sezione storica della raccolta chierese che dialogano con la storia e l’esposizione permanente al Filatoio di Caraglio. Ideata nel 1998 dall’artista cosmopolita Martha Nieuwenhuijs, poi promossa e prodotta dalla Città di Chieri, Trame d’Autore è oggi, oltre che un’originale collezione, un progetto di sviluppo per l’osservazione, la documentazione e lo studio sulla Fiber Art e l’utilizzo del medium tessile nell’arte contemporanea.
La mostra al Filatoio di Caraglio, visitabile fino al 30 settembre, si inserisce nel programma della Rassegna sul tessile Tramanda e delle celebrazioni indette in occasione del 20esimo Anniversario della Collezione Civica Trame d’Autore, nata con la finalità di focalizzare l’attenzione sulla secolare tradizione tessile chierese attraverso l’opera di artisti internazionali impegnati nelle loro ricerche con il linguaggio della Fiber Art.

Di sala in sala, si passa dal filo al gioiello entrando in un mondo sempre “in fermento” e alla ricerca di codici inediti e attraenti che sfocia nell’elaborazione di pezzi raffinati ed unici. La mostra GIOIELLI IN FERMENTO SELECTION, che rimarrà al Filatoio di Caraglio fino al 7 luglio, propone 50 pezzi selezionati della raccolta delle opere di artisti italiani e internazionali, affermati ed emergenti, che hanno partecipato all’omonimo concorso sul gioiello d’autore.
Tra le opere esposte ci saranno anche tre creazioni di gioielli realizzate nell’ambito del Workshop Bgr, un corso focalizzato sul gioiello contemporaneo come “scultura indossabile che si muove nello spazio” a cui hanno partecipato gli studenti dello IAAD di Torino, dell’Accademia Albertina e dell’Accademia di Brera. Il Workshop è stato realizzato nell’ambito del progetto SeVeC che unisce il Filatoio di Caraglio, il Museo di Vetri e Cristalli di Chiusa Pesio e il Museo della Ceramica di Mondovì ed è stato condotto dall’artista vicentina Barbara Uderzo e dall’artigiana del vetro a lume Patricia Lamoroux. Le creazioni in mostra, anelli a tema enogastronomico, sono state scelte da una giuria tecnica composta dalla storica dell’arte Nichka Marobin, dalla ideatrice e curatrice di Gioielli in Fermento Eliana Negroni e dalla titolare della galleria d’arte Creativity Oggetti di Torino Susanna Maffini.


IDENTITA' DIFFORMI

“Identità difformi - azioni/riflessioni sulla bellezza tra arte e natura, territorio e cultura” - progetto degli studenti del Liceo Artistico “Ego Bianchi” di Cuneo, in mostra dal 22 aprile al 27 maggio 2018.

Che cos'è la Bellezza?

Se lo sono chiesti alcuni studenti del Liceo Artistico “Ego Bianchi” di Cuneo, grazie al progetto “Identità difformi - azioni/riflessioni sulla bellezza tra arte e natura, territorio e cultura”, realizzato nell’ambito del bando Educazione alla Bellezza, promosso dalla Fondazione CRC.

Il progetto è cominciato, a settembre 2017, con tre giorni di riflessione collettiva presso il Centro culturale polifunzionale Lou Pourtoun della frazione Miribrart di Ostana. Inaugurato nel 2015, lo spazio, che si rifà all'antica tipologia abitativa del “pourtoun”, ovvero di strada coperta che unisce più edifici, è gestito dai giovani dell’associazione Bouligar. Un luogo particolarmente adatto per avviare, attraverso metodologie in grado di oltrepassare i consueti limiti della pratica didattica, un'indagine sul concetto di bellezza e sul suo rapporto con il nostro patrimonio ambientale e culturale.
Un'opportunità unica per gli studenti che hanno potuto costruire una propria personale concezione della bellezza attraverso percorsi individuali arricchiti però dalla cooperazione con gli altri.

Un anno di lavoro che ha impegnato docenti e ragazzi e che vedrà il suo momento conclusivo, di restituzione al pubblico, domenica 22 aprile al Filatoio di Caraglio.

La mostra “IDENTITÀ DIFFORMI – Azioni/riflessioni tra arte e natura, territorio e cultura” verrà inaugurata alle ore 18 e resterà aperta ai visitatori fino al 27 maggio (orari: da giovedì a sabato ore 14.30 – 19; domenica e festivi ore 10 – 19).

Diversi i linguaggi utilizzati: installazioni, opere fotografiche, pittoriche, scultoree e video.
Sei le sale attraverso cui si snoda il percorso. Dalle parole in scatola (citazioni, riflessioni, disegni anonimi sul tema del bello e sulla sua ricaduta sulla vita di tutti i giorni raccolti nell'arco di due settimane in alcuni istituti secondari di secondo grado di Cuneo) alla stanza interattiva, uno spazio vuoto che si arricchirà, durante l'inaugurazione della mostra, di “scatti” realizzati con istantanee polaroid per fissare momenti effimeri, volti, incontri e per raccontare uno spazio ed un tempo in cui si incontrano profondità e leggerezza, arte e... bellezza.


Mostra

DA CORRADO CAGLI A ANDY WARHOL
SPLENDIDI ARAZZI IN MOSTRA AL FILATOIO DI CARAGLIO
Dal 30 marzo al 17 giugno. Tessuti dalla manifattura Scassa di Asti, riproducono opere italiane e straniere di grandi artisti contemporanei. Alcune decorarono i transatlantici Leonardo da Vinci, Michelangelo e Raffaello.

Gli arazzi, antica forma d’ arte tessile, sono i protagonisti dell’affascinante esposizione “Muralnomad”, che si svolge al Filatoio di Caraglio (Cuneo) dal 30 marzo al 17 giugno.
Sono stati prodotti dalla manifattura Scassa, laboratorio di eccellenza con sede nei locali restaurati dell'antica Certosa di Valmanera (Asti).
In mostra arazzi moderni di diverse dimensioni, tutti destinati alla decorazione di pareti, una lastra di piombo che ha avuto la funzione di modello per la successiva trasposizione ad arazzo e un telaio tessile proveniente dalla manifattura astigiana.
Audiovisivi didattici, brevi testi e pannelli esplicativi aiutano il pubblico nella visita.

La mostra, un caleidoscopio di colori, di figure e di immagini da lasciare senza fiato, ha come sottotitolo: “Da Corrado Cagli a Andy Warhol. Arazzi del XX secolo della manifattura Scassa” ed è stata curata da Loretta Dolcini: “Il rapporto modello/arazzo/parete/architettura - afferma la curatrice - ne costituisce il filo conduttore”.
I soggetti sono cartoni di alcuni tra i più grandi artisti contemporanei italiani, di Renzo Piano, e degli stranieri Max Ernst, Vasilij Kandinskij, Paul Klee, Henri Matisse, Joan Mirò e Andy Warhol.
La mostra si apre con il bellissimo video/intervista ad Ugo SCASSA prodotto dalla Fondazione Palazzo Mazzetti e dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Asti: un audiovisivo, realizzato in occasione di un’intervista, che ci conduce ad un contatto diretto con il protagonista della mostra.
Si articola in 5 sezioni e comprende l’esposizione di più di 25 arazzi, tutti destinati alla decorazione parietale in senso moderno, ovvero nelle dimensioni adeguate all’architettura del nostro tempo, nella sua destinazione pubblica o privata. La ricerca dei pittori del Novecento si è fondamentalmente rivolta sia ad una interdipendenza delle arti, coinvolgendo il design d’arredo , sia all'appropriazione delle pareti da parte dei protagonisti della creazione: “Muri ai pittori” e "muralnomad" sono espressioni globali di questa tensione.

Fondata nel 1957, l’Arazzeria Scassa produce arazzi realizzati con l'antichissima tecnica ad alto liccio. I soggetti sono cartoni dei più grandi artisti contemporanei (Casorati, De Chirico, Cagli, Klee, Mirò, Kandijnski, Warol e altri). L'incontro tra una tecnica immutata nei secoli e la sensibilità moderna crea opere uniche e preziose, molte delle quali esposte nelle sedi più prestigiose.

ORARI DI VISITA:

- da giovedì a sabato: 14.30 - 19.00 (la biglietteria chiude un'ora prima)
- domenica e festivi: 10.00 - 19.00 (la biglietteria chiude un'ora prima)

PREZZI:
Intero: 8.00 €
Ridotto: 5.00 €
Valide le solite riduzioni e gratuità.

INFO: tel 0171.618300 - info@fondazionefilatoio.it



TERRA DI SETA

Mostra temporanea dell'artista parigino Jérémy Gobé.
Inaugurazione domenica 29 ottobre alle ore 16.00
Visitabile dal 29 OTTOBRE 2017 al 07 GENNAIO 2018

Jérémy Gobé è uno scultore funambolo e la nostra fortuna è di poterlo seguire sul suo filo sottile: l’esposizione delle sue opere che si terrà al Filatoio di Caraglio, Terra di Seta, riafferma a tale proposito il legame che il giovane artista intrattiene con il filo - di seta in questo caso - e le sue estensioni matiéristes.

Le opere di Jérémy Gobé si inseriscono in modo naturale in questo luogo «dove i muri mormorano»: la sua Liberté guidant la laine, opera ormai stabile al Filatoio, fa risuonare l’eco delle lotte… colore rosso, pugni tesi e mani legate, esaltati dalla magia di un arazzo immenso e tentacolare, vero e proprio monumento alla gloria del lavoro di manovali e sognatori, operai e artisti.

"400 000 cocons" attirerà specialmente l’attenzione del visitatore: 400.000 bozzoli delicatamente disposti per creare un monumento alla seta, un inno alla gioia di vivere, a quella di vedere e a quella di sognare. Sappiamo che il filo che compone un bozzolo misura circa 1000 metri; l’artista ha quindi a disposizione 400.000 kilometri di filo di seta, esattamente quelli di cui ha bisogno per farci percorrere la distanza tra la Terra e la Luna.

Passo dopo passo, pian piano, lungo il filo, risponderemo all’invito: in equilibrio tra sogno e realtà, ci metteremo in cammino sul sottile spessore del giorno.

Sabine Barbé - Relatore e Storico dell’Arte, Ottobre 2017

Ente promotore: Fondazione Filatoio Rosso
In collaborazione con Fondazione Artea e Regione Piemonte
Con il sostegno di Fondazione CRC
Con il patrocinio di Comune di Caraglio
Eventi collaterali: Kalatà - Progetti per fare cultura

Le attività della Fondazione Filatoio Rosso sono realizzate con il sostegno della Compagnia di San Paolo


LA VALLE (RI)TROVATA

La valle (RI)trovata
Mostra temporanea dal 21 ottobre 2017 al 7 gennaio 2018

1963-2017: fotografia e nuove esperienze di reportage sulle orme di Clemens Kalischer.

Al termine di un lavoro iniziato circa un anno e mezzo fa, giunge a compimento il progetto denominato “La Valle [Ri]trovata” che vede come capofila l’Associazione Culturale Contardo Ferrini.
Si tratta di un viaggio fotografico concepito con il taglio del reportage, nato per indagare sul presente della Valle Grana.
L’iniziativa prende spunto dal preziosissimo lavoro che il fotoreporter americano Clemens Kalischer realizzò nella nostra vallata durante l’estate del 1963. Il fotoreporter americano si innamorò perdutamente di una piccola valle incontrata per caso, la valle Grana. Qui realizzò uno dei suoi reportage più intensi, segnando in maniera indelebile la storia della valle stessa.
Ognuno degli scatti realizzati dal fotografo racconta una storia. Profonda, intensa, lontana. Si intravede una vita scomparsa, cacciata via dall'arrivo della grande industria che ha svuotato le montagne.
Quel servizio fotografico, rimasto in un cassetto per anni, riemerse a metà degli anni Novanta in una mostra presso il Museo Nazionale della Montagna di Torino.
Nato per essere un racconto contemporaneo, il lavoro di Kalischer rappresenta oggi una testimonianza storica unica.
Da questi elementi è partito il gruppo di lavoro de “La Valle [Ri]trovata”, costituito da Raffaella Simonetti, Luca Prestia, Erica Liffredo e Giorgio Ariaudo.
L’obiettivo è stato quello di tornare ad utilizzare lo strumento del reportage per fissare uno sguardo sul presente del nostro territorio.
Per raggiungere lo scopo è stato indetto in primavera un concorso per giovani fotoreporter dai 18 ai 30 anni, veicolato attraverso vari forum e siti internet di settore.
La risposta è stata superiore alle aspettative e una prima scrematura ha ridotto a cinque la lista dei finalisti. Questi ultimi hanno potuto organizzare individualmente il loro reportage durante i mesi estivi. A inizio settembre è stata proclamata vincitrice la milanese Chiara Marrabello.
“La Valle (Ri)trovata” diventa ora una mostra, la prima organizzata dall’Associazione Contardo Ferrini in collaborazione con il Filatoio di Caraglio.
L’esposizione conterrà la produzione inedita del progetto e, eccezionalmente, quaranta scatti dello storico servizio di Clemens Kalischer amichevolmente messi a disposizione dal Museo Nazionale della Montagna.
I nuovi reportage saranno a loro volta pubblicati in un volume edito da L’Araba Fenice.
A completamento dell’azione culturale, è in fase di montaggio un documentario di video-interviste che ha messo a confronto generazioni diverse della valle.

Non c'è tradizione senza futuro, né futuro senza passato. Come scrisse Primo Levi: "Se comprendere a volte è impossibile, conoscere è necessario".

Vi aspettiamo dal 21 ottobre al 7 gennaio!
Ingresso gratuito


Y KIMONO NOW
PERCHÉ KIMONO OGGI

dal 23 luglio al 19 novembre
MOSTRA TEMPORANEA

Il Filatoio di Caraglio, il più antico setificio in Europa ancora esistente, l’unico ad essere stato recuperato come museo e spazio espositivo, da domenica 23 luglio a domenica 19 novembre 2017 ha ospitato una mostra che, attraverso oltre 100 kimono originali, proponeva un viaggio nel mondo, nella cultura e nell’estetica del Sol Levante, ancora oggi fonte di suggestioni per arte, grafica, design e moda.

La scelta del luogo non è casuale: nel 1868, quando il Giappone si apre al mondo con la restaurazione Meiji, i setaioli italiani sono già nel paese da diversi anni per approvvigionarsi dei bachi giapponesi, gli unici a resistere alla pebrina, malattia che impedisce al baco di produrre il prezioso filo. Furono dunque i semai, i setaioli italiani in Giappone, i primi ad instaurare un importante rapporto di fiducia e conoscenza con il paese del Sol Levante e tra i semai piemontesi, uniti nella “Società Bacologica Torinese”, alcuni erano proprio di Caraglio.

Nel percorso di mostra – progetto di Consolata Pralormo curatela di Nancy Stetson Martin con Fabiola Palmeri – emergono la vita, le tradizioni, le feste e i paesaggi giapponesi grazie ai motivi decorativi, ai colori, alle raffinate rappresentazioni di fiori e foglie, insetti e animali, montagne e onde impetuose. Dal linguaggio del decoro, parte integrante della cultura giapponese, emerge quel vasto impero dei segni che racchiude il pensiero poetico di una cultura visiva di origini antiche e significati profondi. “…In Asia il decoro parla” afferma Nancy Martin Stetson.
Attraverso 4 sezioni dedicate rispettivamente al succedersi delle stagioni, al paesaggio, all’acqua e all’arte, la mostra mette in luce la bellezza dei kimono e ci parla del Giappone, da sempre luogo di straordinaria potenza evocativa e da oltre un secolo punto di riferimento estetico per l’Occidente. Quella stessa estetica che a fine Ottocento conquistò e sconvolse il mondo artistico europeo, influenzando, tra gli altri, Vincent Van Gogh, Claude Monet e Gustav Klimt, fino a Mondrian e Maria Lai, continua ancora oggi a ispirare artisti, fra i quali Takashi Murakami ed il giovane Yoshiyasu Tamura. Il kimono è anche un archetipo per fashion designer come Issey Miyake e Rei Kawakubo, per il kimono designer Shinobu Baba che li disegna adattandoli al corso del tempo e contagia positivamente la produzione di grafica e cinematografica contemporanea.


“Il linguaggio del decoro va studiato – sostiene Nancy Martin Stetson – il suo luogo di esposizione privilegiato è il kimono che ci fa intravedere un mondo ordinato e forse felice, raccontato in segni… È questo mondo, attraverso i suoi motivi, i suoi pattern e i suoi colori, che vogliamo raccontare”.

I kimono esposti provengono da una preziosa collezione privata, composta da oltre 700 kimono quotidiani e destinati alle cerimonie familiari del periodo Meiji (1868-1912), del breve periodo di pace Taishō (1912/1926) e del primo ventennio del periodo Shōwa (1926/1945).
Accompagna la mostra un catalogo a cura di Paola Gribaudo edizione Gli Ori.
La mostra “Y kimono now” è realizzata grazie al contributo di Fondazione CRT, Fondazione CRC, Compagnia di San Paolo, e Banca di Caraglio.



Trame d'Autore

Grazie alla collaborazione tra le due realtà nasce l'esposizione di alcune opere della Collezione di Fiber Art "Trame d'Autore" all'interno del percorso di visita del Museo del Setificio Piemontese.
Si tratta di una piccola selezione individuata in base a criteri precisi come:
- l'utilizzo dei materiali utilizzati che abbiamo attinenza con la location espositiva (seta)
- esempi che testimoniano la natura internazionale della Collezione,
- presenza di una giovane artista che ha partecipato alla prima edizione del concorso di Fiber Art (Young Fiber Contest - Marialuisa Sponga Award)
Nell’ambito del progetto di valorizzazione della Collezione Civica di Fiber Art Trame d’Autore, sezione Percorsi sul Territorio, la Città di Chieri presenta alcune opere della sua raccolta, una collezione di particolare interesse e originalità in quanto espressione di un linguaggio dell’Arte Contemporanea che ha come caratteristica il medium tessile e la flessibilità.
In esposizione, una selezione di lavori che raccontano le diverse tendenze artistiche all’interno di questo movimento partito dagli Anni Sessanta e giunto ad oggi con particolare tratto sperimentale. Realizzate al telaio oppure off loom spaziano inoltre per tecniche e materiali tra i quali si annoverano lane, sete, carte, passamanerie.
LE ARTISTE IN MOSTRA: Lauren Camp (Usa), Valeria Scuteri (Italia), Dorthe Herup (Danimarca), Tiziana Tateo (Italia), Sabine Zeiler (Germania), Sedef Acar (Turchia)



Narbona di Castelmagno

La mostra raccoglie una serie di fotografie realizzate tra il 2010 e il 2015.
Le immagini più antiche, a parte uno scatto del 1943, risalgono al luglio 1977. A distanza di 50 anni, quelle immagini, sono diventate preziose e qui sono proposte, confrontandole dove possibile, con quelle realizzate oggi.



Gli incantesimi di Emanuele Luzzati

La Fondazione Filatoio Rosso ospita una mostra dedicata alle più affascinanti creazioni di Emanuele Luzzati, scenografo, costumista, illustratore, tra i primi a disegnare per il cinema di animazione, ceramista e designer.

Il percorso espositivo
Per immergere ancora di più i visitatori nell'atmosfera fiabesca della mostra, il percorso espositivo è introdotto dalla figura di un cantastorie.

La mostra è suddivisa in diverse sezioni. La prima, Re, regine, principi, principesse, è focalizzata su uno degli ambienti più tipici delle fiabe, la sala del trono di corte, con i suoi personaggi principali.

Fortuna, magia, festa e animali amici è il tema della seconda sezione mentre la terza è dedicata a Incantesimi, orchi e streghe: una sorta di contraltare emozionale alle precedenti sale in cui sono protagoniste le situazioni spaventose dell'universo fiabesco.

Chiude la mostra una parte dedicata a studi preparatori, bozzetti, collage e patchwork realizzati per tanti lavori di Luzzati.
La mostra Gli incantesimi di Emanuele Luzzati. Fiaba e magia nell'illustrazione e nel costume si svolge al Filatoio di Caraglio e inaugura Sabato 22 ottobre nel pomeriggio; sarà visitabile fino a Lunedì 17 aprile 2017.
L'evento è curato da Roberta Orsi Landini e Bruna Niccoli e organizzato dalla Fondazione Filatoio Rosso, insieme alla Fondazione Cerratelli di San Giuliano Terme e al Museo Luzzati di Genova.


Vista Mare

Il fotografo, noto come il fotografo della montagna, i cui più famosi scatti sono esposti nella mostra permanente del Parco delle Alpi Marittime a Chiusapesio e nell'allestimento "Montagne in movimento" del Forte Albertino di Vinadio, si è qui cimentato, arditamente, in un reportage da e di una spiaggia libera. Non è da tutti azzardare di inoltrarsi in un territorio tanto diverso da quello ben noto, dopo anni e anni di perlustrazione del bianco e nero, dopo anni e anni di declinazione del tema dell'alpe attraverso i suoi paesaggi, tradotti in lungo ed in largo. Non è da tutti, no, assolutamente! E, alla veneranda età di 83 anni, gli va riconosciuto questo grande coraggio (premiante oltretutto). 121 immagini illustrano la vita balneare che si svolge sul litorale durante l'estate, quale che sia il litorale, quale che sia la gente che lo popola. Uno spaccato di quotidianità e di normalità che assurge a racconto, come se si assistesse ad uno spettacolo teatrale che narri il continuo dialogo che intercorre tra l'uomo ed il mare, attraverso una lettura sia individuale che collettiva, volta tanto verso l'orizzonte fisico, dove il cielo incontra la terra, quanto verso quello metafisico, dove l'oggi incontra il domani, la caducità l'eterno, il moto perpetuo delle onde la fissità dell'isola tra Spotorno e Bergeggi. Le quattro stanze del Filatoio che ospiteranno la Mostra accoglieranno il visitatore offrendogli la possibilità di ammirare, in una cornice affatto banale, ed anzi alquanto evocativa, fotografie che sono estratti di storia minore abilmente sottratti all'oblio. “Qui, la fotografia diventa somma di percezioni, racconto scandito, narrazione svolta che si basa sull’esuberanza di tante presenze, per l’appunto espressive sia per se stesse che in somma algebrica.” (citazione di Maurizio Rebuzzini, dall'introduzione al libro omonimo “Vista Mare” edito dalla Silvana Editoriale quale libro/catalogo della mostra).



Marinetta Di Leo Barberis

Le opere sono solo una parte della produzione pittorica della artista, costituita da oltre 300 tra opere e disegni.
Per la molteplice dislocazione delle opere in Italia ed allo estero, presso enti, associazioni e privati non è stato possibile raggruppare la produzione completa, tanto meno gli innumerevoli disegni.
Quanto illustrato è prevalentemente nelle disponibilità del figlio Roberto e dei nipoti Alberto e Luca.

La finalità della mostra è di offrire ai visitatori un’ampia gamma della produzione in modo da rendere onore e merito alla produzione artistica che potrà così essere appieno goduta.
E’ stato spontaneo e naturale dare spazio per primo ai ritratti, di cui la pittrice era esperta, chiamata da personalità e privati ad eseguire ritratti “de visu” con priorità - ovvio - a ritratti di famigliari , tecniche varie, e personaggi di Caraglio (CN) cittadina in cui la pittrice visse, ebbe affezione e riposa con i genitori nel locale cimitero.
Le nature morte esaltano lo spirito della autrice a seconda dello stato d’animo che le località in cui in quel momento si trovava, le suggeriva.
Essa fissava nel ricordo su tela paesaggi naturalistici, architettonici, dei luoghi che ella amava - Caraglio in primis – delle località , in Italia ed allo estero, di villeggiatura, e dove si trovava ospite del figlio Roberto che per la sua carriera diplomatica ha vissuto “nel mondo”, trasmettendo alla mamma occasioni imperdibili di espressione artistica.


Da Torino a Madrid. Acquerelli dalla collezione di Amedeo d'Aosta, Re di Spagna

Tra i vari episodi che dopo il trasferimento della capitale d’Italia a Firenze, testimoniano dell’affetto che i Savoia continuavano a dimostrare per Torino ci fu la richiesta da parte di Amedeo d’Aosta al Comune torinese, nell'ottobre 1870, di fare da padrino al battesimo del suo secondogenito. Accettata la proposta, la Municipalità deliberò di far fare un album “contenente le principali vedute di Torino” e di alcune località del Piemonte. Iniziò così una vicenda interessante, sia perché coinvolse personalità in strette relazioni con la corte, l’Accademia Albertina e la Promotrice delle Belle Arti, sia perché il gruppo di vedute commissionate rappresenta un interessante panorama della situazione artistica torinese poco dopo la metà del XIX secolo. Ritenute perse per oltre un secolo, venti furono esposte nel giugno 1980 in una mostra allestita presso la sede della Provincia di Torino, mentre qui al Filatoio di Caraglio se ne presentano in tutto ventiquattro, solo una in meno rispetto a quante ne furono eseguite.
Raffiguranti per lo più vedute torinesi, i soggetti dei dipinti riguardano luoghi ed episodi connessi alla vita del duca Amedeo di Savoia-Aosta e della consorte, la principessa Maria Teresa Dal Pozzo della Cisterna, con chiari riferimenti all'allora immediata attualità, connessa alla nomina dei duchi a Re di Spagna.
Ricostruita grazie ai documenti d’archivio, l’impresa fu affidata al conte Marcello Panissera di Veglio, presidente della Promotrice nonché Primo Mastro di Cerimonie di Sua Maestà, al quale toccò la scelta dei 22 pittori, per lo più docenti dell’Accademia Albertina, che eseguirono le opere: tutte identiche per formato e tutte pagate lo stesso prezzo, 400 lire l’una. Un insieme di dipinti che documentano la coesistenza nella Torino del secondo Ottocento di stili e maniere figurative alternative, dal romanticismo ancora dazegliano di Balbiano di Colcavagno al moderno paesaggismo di Giuseppe Camino e Antonio Fontanesi, quest’ultimo nominato appena l’anno prima professore di pittura di paesaggio all’Accademia.
Immagini che sono una visione in presa diretta delle trasformazioni urbanistiche che stavano sconvolgendo l’immagine dell’ex capitale sabauda, dalla Mole Antonelliana in costruzione ai nuovi quartieri di Vanchiglia e Borgo Po, e che furono il presupposto necessario al futuro sviluppo industriale dell’area.
La mostra è realizzata in collaborazione con il Museo di Arti Decorative Accorsi-Ometto con la Curatela del Dr. Luca Mana, Responsabile delle Collezioni della Fondazione Accorsi-Ometto.





Rigenerare - spazi forme visioni risonanze

Il progetto ‘ri/generare - spazi visioni e risonanze delle origini’ da realizzare al Filatoio di Caraglio fa parte delle iniziative messe in atto per l’anno 2016 dall’Associazione Culturale MAGAU finalizzata da anni a divulgare la conoscenza e l’interesse per la produzione artistica contemporanea.
Il tema individuato è nato dal desiderio di contrapporre al momento storico ed economico di difficoltà attraversato dal nostro paese e non solo, un desiderio di ripresa ed energia che potrebbe essere emblematicamente individuato nella forza di crescita del seme nel momento della germinazione.
Per questo importante è continuare a ‘seminare’, seminare energia, speranza, coraggio in modo che nuove gemme crescano e diano vita a loro volta ad altra energia.
Contrariamente alla tendenza diffusa nell’arte dell’ultimo decennio di simboli legati alla morte ed alla distruzione (teschi di Damien Hirst, ecc…) scegliamo di SEMINARE con il desiderio che la nostra azione, anche se in piccola parte, riesca ad interagire col processo di rinnovamento che auspichiamo coinvolga tutto l’insieme: pensando che sia bene operare non per lasciare nel mondo una traccia del proprio passaggio ma per il desiderio di contribuire ad alimentare un nuovo futuro. Ha scritto Michel Foucault, che un libro per lui è una “scatola di arnesi”, Proust “un paio di occhiali”.
In un libro, in un quadro, in ogni lavoro fatto e passato agli altri, ciò che forse conta di più non è cosa rappresenta, se è bello o di valore, ma la sua fertilità, gli attrezzi che mette a disposizione degli altri, il piccolo germe che aiuta a spalancare gli occhi sul mondo.
Il tema può essere interpretato da vari punti di vista e da varie angolature.
La proposta potrebbe concretizzarsi in un dialogo tra l’arte e la natura.
ARTISTI PARTECIPANTI DELL’ASSOCIAZIONE CULTURALE MAGAU
Valeria Arpino. Gemma Asteggiano. Cristina Bollano. Cesare Botto. Walter Canavesio. Chiara Cinquemani. Cornelio Cerato. Mario Conte. Christian Costa. Roberto De Siena. Marina Falco. Giulio Fantone. Cristiano Fuccelli. Adriana Giorgis. Franco Marabotto. Paola Meineri Gazzola. Corrado Odifreddi. Massimo Ovidi. Maurizio Ovidi. Paolo Peano. Silvio Rosso. Carla Siccardi. Claudio Signanini. Luigi Sostegni.



Dipinti Cantati

“Patachitra” è una forma di narrazione indiana illustrata su carta, una tradizione millenaria, ma allo stesso tempo attuale. Circa una ventina di Pata, in inglese Scrolls, lunghe strisce di carta dipinta, costituiranno il filo conduttore della mostra DIPINTI CANTATI – Le Singing Women della tradizione indiana. La mostra si terrà presso il Filatoio di Caraglio, dal 10 Luglio al 14 Settembre 2015, e presenterà al pubblico le insolite opere di donne Cantastorie del Bengala Occidentale (India) che, ancora oggi, narrano fatti con l’ausilio del canto e di dipinti; nei loro “racconti cantati” le vicende narrate si alternano con quelle di attualità o di interesse sociale.
Le cantastorie della comunità Naya – circa 200 km da Calcutta (India) – si servono di varie fonti di ispirazione. Il Governo Indiano spesso si rivolge a loro per veicolare, attraverso le pitture e i canti tematiche di pubblico interesse, ad esempio per informare sulla piaga dell’HIV, sul controllo delle nascite o sensibilizzare alla salvaguardia dell’ambiente. Ciò che colpisce è l’immediatezza comunicativa di questi dipinti.
Le donne Patua descrivono nei loro Scrolls problematiche di vita quotidiana nei villaggi e argomenti della Mitologia indiana, ma oggi affrontano anche fatti di attualità mondiale, visti in TV e poi rielaborati nel loro linguaggio tradizionale.
L’idea della mostra itinerante DIPINTI CANTATI – Le Singing Women della tradizione indiana, presentata il 10 luglio presso il Filatoio di Caraglio, è nata dall’incontro con questa modalità narrativa e di comunicazione.
Le curatrici hanno visitato il villaggio Naya (nel Bengala Occidentale, India) e hanno scelto una serie di dipinti tra i più significativi e attuali tutti realizzati da donne Cantastorie. Un’esposizione che sostiene una particolare forma espressiva e contribuisce a diffondere il sapere di queste donne.
Al primo piano del Filatoio di Caraglio saranno esposte una ventina di queste lunghe strisce dipinte. Un’occasione per scoprire quanto ampi e sempre più ricchi siano gli orizzonti artistici dell’India, in costante dialogo tra tradizione e modernità e come, per una volta, siano prevalentemente nelle mani delle donne.
Inoltre saranno esposti presso il Filatoio di Caraglio, a corredo della mostra, alcuni coloratissimi Sari in seta.
Un filo di seta ideale collegherà così l’originaria attività del Filatoio con la tradizionale produzione serica del subcontinente indiano.


Giacomo Balla - Moda Futurista

In mostra una quarantina di bozzetti originali provenienti da Casa Balla, realizzati dal pittore tra il 1914 e il 1929. In perfetta linea con il manifesto del 1915 per la Ricostruzione futurista dell’Universo, i bozzetti sono esemplificativi della ricerca futurista sull’applicazione dell’arte alla vita quotidiana. L’allestimento a cura di Gian Carlo Tranzatto (U-LAYER) prevede l’utilizzo di strutture in metallo e plexiglass disegnate per consentire la lettura recto e verso delle opere.

Pensate per foulard ma anche per piastrelle o altri oggetti quadrangolari, sono di particolare rilevanza -tra i 40 progetti esposti- le 28 tempere su carta (23×24 cm) realizzate fra il 1925 e il 1929.