28/02/2020

Mostra TIBET

APERTURA DELLA MOSTRA RIMANDATA A DATA DA DEFINIRSI, AL TERMINE DELL'EMERGENZA CORONAVIRUS, IN OTTEMPERANZA AI DECRETI IN CORSO

Mostra: "TIBET. Il tetto del Mondo"

Mostre fotografiche:
- CHAM, AMDO e TULKU di e con Giampietro Mattolin e Piero Verni;
- “PRIMA DELLA TEMPESTA” di Fosco Maraini con l’Associazione Free Tibet Italia;
- delle fotografie “SGUARDI TIBETANI” di e con Davide Dutto.

Ore 18.30 aperitivo tibetano con birra Shangrilà Troll

Una mostra promossa dalla Fondazione Filatoio Rosso e dal Comune di Caraglio, in collaborazione con l’Associazione Free Tibet Onlus Italia, Gli amici del Dharma, Biodiversity, B&B Creatività Natura e Salute, Cinema Contardo Ferrini.

L'altopiano del Tibet, talvolta anche definito Paese delle Nevi, è rimasto per centinaia di anni isolato dal mondo e protetto dalle alte catene montuose che lo percorrono e circondano. Un luogo in cui la vita ha carattere di durezza e fragilità ma che è stato la culla di una cultura antropologica e spirituale senza pari in altrove.
Ancora oggi molte persone da diverse parti del mondo si recano in quei luoghi, a scoprire saperi, trovare risposte a domande profonde e arricchire la propria cultura, attraverso, suoni, profumi, colori e tradizioni antiche rimaste tuttora intatte.

Il Mandala di Sabbia e le Danze Sacre Cham, rappresentano due elementi peculiari di questa tradizione culturale: il primo rappresenta, in modo schematico, l'universo interno dell'uomo e le sue profonde dimensioni e l'universo esterno in quanto emanazione della mente stessa.

I monaci che realizzano i Mandala si preparano per anni, studiando ogni singolo dettaglio. La cerimonia della dissoluzione, culmine della pratica riporta in modo diretto alla transitorietà e alla vacuità di tutti i fenomeni: tutto cambia nulla rimane uguale a sé stesso.

Le danze, hanno a che fare con il mondo interiore, gli spiriti rappresentati non sono altro che comuni stati della mente e le danze un modo per sublimare e trascendere le esperienze terrene, la trascendenza dell’anima e il contatto con la dimensione ulteriore dell’uomo.

Un omaggio alla antica e nobile cultura Tibetana, attraverso quattro importanti raccolte fotografiche, tra le quali:
- “Prima della tempesta” Tibet 1937-1948 di Fosco Maraini
La mostra prende spunto da una delle più preziose pubblicazioni di fotografie di Fosco Maraini (1912-2004) alpinista, orientalista, scrittore e fotografo fiorentino, esperto di Tibet e della sua cultura.
Le fotografie in mostra sono solo alcune delle tante scattate durante le spedizioni in Tibet del 1937 e del 1948, che Maraini compì a seguito dell’orientalista Giuseppe Tucci, ben prima dell’invasione armata della Repubblica Popolare di Cina e delle devastazioni che ne seguirono. A distanza di oltre ottanta anni restano ancora oggi una straordinaria ed insostituibile testimonianza.
Si tratta di 16 pannelli di grandi dimensioni che il Consiglio Regionale del Piemonte ha realizzato, in collaborazione con il Museo Nazionale della Montagna, in occasione della visita a Torino, il 16 dicembre 2007, di S.S Il XIV Dalai Lama, Tenzin Gyatzo.
L’Associazione Free Tibet Italia ne ha ottenuto il comodato d’uso gratuito e ne cura l’allestimento, allo scopo di mantenere viva l’attenzione sulla drammatica situazione del popolo tibetano, per contribuire alla preservazione della cultura e delle tradizioni del Tibet, e infine sostenere gli esuli tibetani in India raccogliendo fondi per progetti a loro destinati.

- “Tulku, le reincarnazioni mistiche del Tibet” foto di Giampietro Mattolin e Vicky Sevegnani, testi di Piero Verni. Un lungo viaggio lungo l’orizzonte delle comunità tibetane dell’India e della regione tibeto-himalayana per raccontarci di alcuni tra i più importanti maestri reincarnati dello scorso secolo e contemporanei (da Sua Santità il XIV Dalai Lama a Chatral Rinpoche).
Un’occasione preziosa per osservare e conoscere il volto autentico di uno dei più antichi cuori dell’Asia.

- “Cham, le danze rituali del Tibet”, l’antica tradizione di danze rituali considerata tra le più suggestive dell’intero continente asiatico, prenderà forma attraverso 50 bellissime fotografie di Giampietro Mattolin. La policromia dei costumi, delle maschere e degli ornamenti, i suoni profondi e drammatici degli strumenti, la potenza simbolica dei movimenti dei danzatori sarà raccontata dai testi di Piero Verni. L’esecuzione di un cham non ha niente a che vedere con uno spettacolo profano, al contrario la danza è parte integrante della tradizione buddistha: vengono infatti eseguite da monaci e si tengono normalmente nei cortili dei monasteri e sono rappresentate all’interno di un preciso contesto religioso.

- “Amdo, il paese del XIV Dalai Lama”. Fotografie di Giampietro Mattolin e testi di Piero Verni. Ultima sezione di 35 immagini per raccontare la regione più affascinante, superba e significativa dell’intero Tibet, dove si trova una delle due montagne sacre e dove secondo la leggenda si trova la spada magica di Gesar di Ling, il grande eroe della tradizione epica tibetana. Tre dei Dalai Lama sono nati lungo questi sconfinati orizzonti.

Durante il periodo di apertura della mostra, in collaborazione con l’Associazione Italia-Tibet, saranno organizzati eventi collaterali quali conferenze, incontri e dibattiti, proiezioni, workshop di formazione e scambio, con maestri certificati. Inoltre avremo l’opportunità di ospitare cinque Monaci della tradizione Tibetana, attraverso il Centro Culturale Samanthabadra di Roma che realizzeranno dal vivo, nell’arco di alcuni giorni, un Mandala di sabbia che si completerà con la cerimonia della dissoluzione. Lo stesso gruppo di Monaci proporrà le danze sacre Cham.