28/09/2017

Canapa, Jeans, Interattività - Il Kimono del futuro

Sabato 7 ottobre, dalle 16.00 alle 18.00, al Filatoio di Caraglio, nella cornice della mostra Y Kimono Now, farà la sua comparsa una capsule collection di Kimono, Interactive Denim Hemp Kimonos, un esempio di Y Kimono Future.

Si compone di dieci modelli di kimono corto (Hanten), che rispettano le proporzioni tradizionali di questa tipologia di capi, strizzando l'occhio ad un fit più europeo, così da essere facilmente indossabili tutti i giorni, in circostanze casual. 

L’utilizzo di apposite fettucce in tessuti naturali, tinte con tinture naturali per l'integrazione dei LED ha dialogato armoniosamente con il patchwork di jeans, permettendoci di ottenere un risultato unico ed originale con tinture naturali, ottenute con estrazioni acquose o mediante tecnologie green.

Le funzionalità possono esser stabilite sulla base delle necessità dell’utente sia per quanto riguarda i sensori che gli attuatori. I capi della collezione modificano il proprio aspetto in funzione dell’intensità della temperatura o della luminosità o della vicinanza con altri soggetti; vi sono però decine di sensori, oggetto di sperimentazione, tra i quali scegliere. Alcuni LED, pilotati da un’apposita applicazione, assumono un’intensità luminosa e varietà cromatiche diverse per per adattarsi al colore del tessuto o al mood di chi indossa il kimono. Altri, variano di colore in funzione dell’intensità della variabile monitorata. Gli attuatori possono esser di vario tipo. Ad esempio, è possibile impiegare sistemi di riscaldamento che intervengono quando la temperatura scende al di sotto di una certa soglia oppure sistemi di interazione con gli smartphone.

Kimono, marchiati Indigo Laboratories, sono prodotti da Lo Scatol8 per la Sostenibilità srl, (in breve Scatol8 srl) uno spin-off accademico dell’Università degli Studi di Torino e start up innovativa, in collaborazione col Laboratorio QUMAP (Qualità delle Merci e Affidabilità di Prodotto), insediato presso il PIN - Polo Universitario “Città di Prato” e col Laboratorio Phytolab-DiSIA, dell’Università degli Studi di Firenze, per studi ed applicazioni di nuove fibre vegetali (es. Ortica e Canapa) e coloranti naturali ottenuti da scarti del settore dell’agroindustria quali quello enologico, orto-frutta e olivicolo-oleario e/o da specie officinali tintorie.